Da alcuni anni le carte, le fotografie e la biblioteca personale di Gelasio Adamoli sono state donate dalla famiglia al Centro Ligure di Storia Sociale. Nel corso del 2002 sono state concluse le operazioni di trasferimento dei materiali presso la sede del Centro. Il materiale a stampa (libri e miscellanea) sono andati ad arricchire la biblioteca, così come le immagini sono entrate a far parte dell'Archivio Fotoiconografico. I documenti sono stati riordinati in un fondo autonomo e sono stati informatizzati. Dal mese di gennaio 2005 è possibile consultare questa importante documentazione negli orari di apertura del Centro, su appuntamento


LA BIBLIOTECA E L'ARCHIVIO

Monografie
Immagini
L'archivio
 

 LA BIOGRAFIA

Genova. Vertenza Ansaldo: visita della Giunta Comunale, 30 settembre 1950 (scheda n. 868)Gelasio Adamoli nasce il 30 marzo 1907 a San Potito Ultra (Avellino) da una famiglia originaria di Teramo. Aderisce al PCI fin dal 1926, a soli diciannove anni. Dopo aver conseguito la laurea in economia presso l'Università di Genova (allora Regio Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali) lavora per alcuni anni alla Cassa di Risparmio di Genova finché non viene richiamato alle armi. Dopo l'8 settembre inizia per lui una lunga attività clandestina, prima in Abruzzo (partecipa alla battaglia di Bosco Martese) e poi nel capoluogo ligure dove, nel 1943 viene nominato comandante delle SAP. Nel dicembre 1944 viene arrestato e rinchiuso nel carcere di Marassi fino al 25 aprile. Nell'immediato dopoguerra inizia la sua carriera politica: entra a far parte della Commissione Regionale per l'Epurazione; viene nominato, per i meriti acquisiti nella lotta contro i nazifascisti, vice-questore; diventa membro della Direzione provinciale del Partito Comunista; riceve incarichi anche dall'Associazione Nazionale Partigiani Italiani che lo annovera tra i suoi consiglieri nazionali e, a livello locale, tra i membri dell'esecutivo della sezione genovese. Infine nel 1948 diventa Sindaco di Genova rimanendo in carica fino al 1951. Come primo cittadino si dedica visita allo Stabilimento Bagnara in sciopero, Genova 1962intensamente alla ricostruzione ed alla crescita urbana della città, con il ripristino del patrimonio edilizio esistente ma anche con la costruzione di nuovi quartieri popolari e di nuove aree verdi. La sua attività amministrativa è ricordata inoltre per l'assidua e particolare attenzione rivolta alla ricostruzione del Teatro "Carlo Felice", riuscendo in brevissimo tempo a far approvare dal Consiglio Comunale il progetto del giovane architetto Paolantonio Chessa, vincitore del concorso indetto nel 1949. Questo progetto incontra però numeriosi ostacoli e viene insabbiato al termine del mandato di Adamoli, che ne rimane comunque strenuo difensore anche dai banchi dell'opposizione. Costante è la sua solidarietà nei confronti della classe operaia, dimostrata con alcune iniziative socio-assistenziali e con un'assidua presenza alle più importanti manifestazioni in difesa dell'industria ligure.
Dal 1951 al 1957 viene eletto direttore dell'edizione ligure dell'Unità. La sua direzione si distingue per l'ampia fiducia accordata ai dei redattori di più lunga esperienza e per la ricerca di un continuo e quotidiano contatto tra il giornale ed i suoi lettori, come dimostrano l'introduzione tessera di iscrizione al PCI, 1962della rubrica settimanale "Lettere al direttore" ed i puntuali editoriali sulle questioni più importanti.
Molteplici sono anche i suoi impegni all'interno del partito e nelle sue organizzazioni collaterali: dopo l'VIII Congresso entra a far parte del CC del PCI; figura tra i membri del Consiglio Mondiale della Pace, diventando in poco tempo anche Segretario del Movimento Italiano per la Pace; nel dicembre 1969 viene nominato Segretario Generale dell'Associazione Italia-Urss, distinguendosi per la sua competenza e per il suo senso di responsabilità.
Nel 1958 inizia una lunga esperienza parlamentare, dapprima come deputato e successivamente come senatore, carica nella quale viene riconfermato ininterrottamente dal 1963 al 1972.
Questi numerosi impegni, anche internazionali, non allentano mai il forte legame che egli sente per la sua città di adozione, legame testimoniato dalla sua assidua presenza, per ben 25 anni, ai Consigli Comunali e dalla sua nomina nel 1977 a sovraintendente del Teatro Comunale
comizio elettoraledell'Opera. Quest'ultimo incarico può essere considerato come il riconoscimento ufficiale per la sua purtroppo infruttuosa battaglia per la ricostruzione del Teatro Carlo Felice, a cui dedicò le sue ultime energie, prima della morte, avvenuta a Genova nella notte tra il 29 ed il 30 luglio 1978.
All'interno della più recente storia della città di Genova, Adamoli è un protagonista di rilievo, rappresentante carismatico del comunismo genovese, ricordato, oltre che per la sua opera e per la sua generosità d'animo, anche per il suo personale modo di essere di sinistra, in un'epoca di rigidi schematismi ideologici. Così tratteggia la sua figura il giornalista Mario Bottaro: "... personaggio di statura internazionale, onesto, stimato dagli avversari forse più che dai compagni, dotato di un enorme fascino e delle caratteristiche naturali di un leader... aveva costruito la sua immagine tanto sull'amore per gli umili, dei lavoratori, della gente semplice, quanto sul rispetto e la stima sempre riconosciutegli dai potenti... ". (Il Secolo XIX, 1° agosto 1978). Ma forse è soprattutto l'estremo saluto dell'allora Presidente Sandro Pertini a sottolineare maggiormente le sue doti umane e morali: "... era un uomo retto, devoto alla causa della libertà...come Sindaco di Genova riuscì a farsi amare anche dagli avversari politici più tenaci per la limpidezza della sua coscienza, per la sua onestà ed imparzialità...".(Il Secolo XIX, 1° agosto 1978).

 

 

 

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